venerdì, maggio 05, 2006

[part two] Da Venezia non si torna - Settembre 2002

Dove ero arrivato? Ah, si...la visione brassiana con sigaro incluso.
E un cordone di signorine al seguito. :-D
In realtà, l'osservare in modo distaccato quel capannello fa si che io conosca un ragazzo che è un habituè del Festival, e costui mi da una dritta sulle conferenze stampa del mattino.
C'è una zona, che pochissimi conoscono, dove è possibile incrociare i registi che salgono al terzo piano del Casinò per le conferenze stampa.
Il film sarà l'indomani, io e Renato siamo già là con la testa.
"Ma dai, ma figurati se..."

Venezia, 5 settembre 2002. 11.00 a.m.
"Attenti, arriva!!!". L'urlo appartiene ad un fotografo. L'informazione che ho avuto è corretta...Kitano arriverà alla conferenza stampa passando per l'ingresso posteriore del Casinò del Lido. Fortunatamente siamo in pochi a saperlo, una decina di persone. Accendo la videocamera, mi appoggio alla parete dell'atrio per lasciargli tutto lo spazio necessario...ed eccolo!
In un istante la celluloide diventa carne.
Il centro di una circonferenza di guardie del corpo...la sua andatura caracollante, lo sguardo basso...FANTASTICO! Sembra di vedere Nishi che cammina sulla spiaggia... Mi passa di fianco, 50 centimetri... Riprendo tutto, compreso l'ingresso del cast di Dolls, Hidetoshi Nishima e Miho Kanno.
A questo punto metto da parte tutta la mia timidezza.
Lui è qui, devo riuscire a dirgli due parole, a dirgli quanto amo il suo cinema, magari avvicinandomi con la scusa di un autografo. Quando potrà ricapitarmi un'occasione simile?
Lo aspetto alla fine della conferenza stampa...arriva, ha uno sguardo più rilassato, oserei dire che sorride...gli allungo il press-book di Dolls...un uomo della security mi scaccia...ma Takeshi si accorge di me, allontana la security e mi viene incontro...mi si azzera la salivazione...sento il suo classico "verso" ..."Mmmhhh... gli do il press-book...l'autografo è fatto...lo ringrazio e gli dico, con una voce che definire tremolante è un eufemismo, l'unica cosa che mi viene in mente in quel momento di delirio totale: "You are a genius!"...e lui che fa? Mi sorride e mi fa un inchino!!!!
E se ne va.

E' troppo.
Il bambino e l'adulto che sono dentro di me danzano in un sabba sfrenato. Esternamente mi limito ad un "...meraviglioso..." ma dentro di me vi assicuro che sento il mio stomaco brindare col cuore e prendere per il culo il cervello.
Sono felice, ho incontrato uno degli artisti che stimo di più al mondo e sono perfino riuscito a dirgli due parole...mi basta poco? Può darsi, ma sono felice lo stesso, e me ne fotto.
Sale in macchina e parte.



Cosa posso dire? Che l'incontro con Larry Clark e con il cast di Ken Park del giorno prima non è niente in confronto...e niente è in confronto l'incontro dei giorni seguenti con tanti altri attori e registi: Paolo Virzì, Rebecca Liljeberg, Samira Makmalbhaf, Danis Tanovic, Amos Gitai, Alejandro Gonzales Inarritu, Claude Lelouch, Sergio Rubini...tutti gentilissimi...
E l'incontro con Gong Li sulle scale del Casinò? Beh...jeans e t-shirt, semplicissima,...bellissima, nei suoi film non sembra così bella...un sorriso che mi disarma...con una tale grazia...una delle donne più affascinanti del mondo.

Ore 21.45.
Gasati come non mai, ci accomodiamo in Sala Grande per la proiezione di Dolls. Kitano ed il cast sono seduti qualche fila dietro di noi.
Quando la speaker annuncia il suo nome un boato rischia di buttare giù la sala...la mia videocamera immortala i duecento inchini e l'imbarazzo di questo GENIO.
Dolls meriterebbe (e meriterà) un post apposito.
E' un'opera d'arte. Un orgasmo cinematografico.
Un film difficile, il più difficile mai realizzato da Kitano. Per l'atmosfera rarefatta, i pochissimi dialoghi...si avvicina a Silenzio sul mare...E' un film DISPERATO, triste...ma MERAVIGLIOSO.
Alla fine del film il boato di approvazione è superiore a quello iniziale. Lo aspetto all'uscita posteriore della Sala Grande e gli scatto qualche foto.
Adrenalina & serotonina vengono sintetizzate e liberate in quantità industriale.
Chiunque a questo punto si accontenterebbe, ma alla fine del film riceviamo una notizia interessante...una notizia che renderà questo viaggio indimenticabile come un qualcosa di marchiato a fuoco sul petto.

(continua...)

2 commenti:

emo ha detto...

Bellissimo!
Sembra un feulleiton! :))

"In un istante la celluloide diventa carne.": a te Cronemberg t'ha traumatizzato da piccolo, dì la verità! :)

aladar ha detto...

fosse solo Cronenberg il problema... :-D